Autore: Promotori

Triduo pasquale: una tradizione rinnovata

6 Aprile 2020 By Promotori

Il Triduo pasquale ci introduce al mistero del Corpo di Cristo che è la Chiesa, ci “inizia” alla pasqua, che si celebra in 3 giorni (triduo) e poi in 7 volte 7 giorni (cinquantina pasquale fino a Pentecoste).

La coscienza della centralità del Triduo pasquale è gradualmente riemersa negli ultimi 70 anni. La Settimana santa per secoli non riconobbe la centralità del Triduo. Anche quando il Sacro Triduo venne valorizzato, come nel nuovo Ordo del 1955, esso appariva semplicemente equiparato agli ultimi tre giorni della quaresima ed era costituito dal giovedì, venerdì e sabato santo. Cominciava la mattina del giovedì e finiva con i Vespri del sabato, lasciando fuori la domenica di Risurrezione.

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In cristo, creature nuove – terzo itinerario “battesimale”

5 Aprile 2020 By Promotori

Fin dall’antichità nella notte di Pasqua si celebrano i sacramenti dell’iniziazione cristiana degli adulti, coloro che, raggiunti dall’annuncio del vangelo, hanno vissuto un lungo cammino di catecumenato, di scoperta del volto di Dio rivelato in Gesù e di maturazione nella fede cristiana. Per tutti, anche per coloro che sono stati battezzati nei primi giorni o mesi di vita, celebrare la pasqua è ritornare alla sorgente dell’identità: con il battesimo siamo stati “immersi” nel mistero pasquale di Gesù, siamo divenuti “nuove creature”.

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Casa è chiesa, luogo della vita

4 Aprile 2020 By Promotori

Ci troviamo a vivere questo triduo nello spazio delimitato e significativo delle nostre case, che è solo uno degli spazi di relazione che costituisce le nostre vite. Veniamo riportati a dimensione della vita e dell’esperienza ecclesiale che solo parzialmente abbiamo riconosciuto nella nostra esperienza cristiana e spirituale. La casa e la famiglia sono state l’ambito in cui l’esperienza cristiana originaria si è andata configurando; la casa e la famiglia sono sempre rimasti nel corso dei secoli i contesti nei quali la prima proposta religiosa veniva trasmessa (spesso in modo inconsapevole) ai bambini. Eppure lo spazio della casa e le dinamiche della vita familiare, con il suo lessico e i suoi riti, raramente sono stati riconosciuti e valorizzati nella vita pastorale. Anche dopo il Vaticano II, nonostante il riconoscimento «della famiglia, come chiesa domestica» (LG 11; AA 11), la vita ecclesiale e pastorale si è concentrata sui locali parrocchiali, sugli oratori, sulla chiesa, sui luoghi cioè dell’assemblea liturgica e della vita comunitaria. La casa non è stata riconosciuta nel suo statuto proprio, come “luogo ecclesiale”, spazio del “farsi chiesa” sul fondamento della parola di Gesù «dove sono due o tre riuniti nel mio nome, Io sono in mezzo a loro» (Mt 18,20) nel tessuto vitale dei rapporti e dei vincoli «della carne e del sangue», degli affetti più cari, della compartecipazione vitale ed esistenziale più forte.

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